Tariffe. Queste sconosciute.

Quello delle tariffe dei traduttori è da sempre un argomento molto spinoso. Purtroppo manca un tariffario valido per tutti, che possa dare almeno delle linee guida. Anzi, direi che definire un tariffario unico è pressoché impossibile: dipende dalla combinazione linguistica, dal genere testuale, dalla specializzazione, dai tempi, dall’urgenza… Ci sono troppe variabili in gioco. La tariffa, quindi, viene lasciata al libero arbitrio, con risultati a volte disastrosi.

Chi inizia a lavorare come traduttore si trova un po’ spaesato sulla scelta delle tariffe e i colleghi più esperti sono restii a dare consigli. La frase che si sente dire più spesso è: “dipende da quanto vorresti guadagnare”, che può voler dire tutto e niente. Certo, a me piacerebbe guadagnare 10.000 € netti al mese, ma non posso basare le mie tariffe su una cifra fuori quota. Con il tempo capirete il significato di questa frase. Bisogna avere pazienza, cominciare ad accumulare clienti ed esperienza, e capire quante parole si traducono al mese, quali sono le spese fisse di tasse e commercialista, quali sono le spese di casa e famiglia e da lì si può fare una valutazione partendo da un guadagno desiderato, più o meno realistico.

Proviamo a partire dalle basi. La prima distinzione da fare è quella tra tariffa per l’agenzia e tariffa per il cliente finale. Quest’ultima, naturalmente, è più alta perché manca il passaggio intermedio dell’agenzia con il suo ricarico. Lavorare per i clienti finali, però, è una questione abbastanza delicata: bisogna prevedere un’attenta revisione del testo ed essere sicuri delle traduzioni che si inviano, soprattutto quando rientrano in campi delicati come il medico o il legale.

Ogni tariffa può prevedere anche degli sconti in caso di parole ripetute o fuzzy, basate sui conteggi dei CAT. Generalmente si parla di tariffa al 100% per le fuzzy da 0% al 74%, tariffa al 60% per le fuzzy dal 75% al 99% e tariffa al 20-30% per ripetizioni e 100% match. Naturalmente si tratta solo di una base. Ogni cliente proporrà la propria tabella, ogni traduttore si gestisce la sua. La stessa divisione dei match può subire variazioni.

Per quanto riguarda la revisione, invece, generalmente la tariffa è al 30% di quella di traduzione. Non vale, però, per la PEMT: non mi occupo di questo settore e non posso esprimermi sulle tariffe che vengono applicate. Può anche essere applicata una tariffa oraria e non a parola. Considerate che in un’ora di lavoro generalmente vengono tradotte circa 300-400 parole e ne vengono revisionate 1000. Non tutti i clienti “si fidano” di una tariffa oraria: questo dipende da che accordi stabilite con il cliente e dalle vostre preferenze.

Ovviamente non si riduce tutto a numeri e percentuali. Come dicevo prima, le variabili in gioco sono tantissime: il tipo di testo, la specializzazione, la mole di lavoro. La regola di base è quella di non sminuirsi tenendo tariffe troppo basse perché “siete appena laureati” oppure “non avete tanta esperienza”. Le tariffe basse fanno male a voi, al mercato e ai vostri clienti.

Se volete approfondire questo argomento, ne parlerò in una delle lezioni che ho organizzato per i neo-traduttori. Scrivetemi per maggiori info!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *