Prima regola: conoscere la professione.

Ho perso il conto delle persone che mi hanno chiesto: “Ho studiato l’inglese alle superiori/Ho vissuto 3 mesi a Londra: posso fare traduzioni per arrotondare?”. Oppure peggio ancora: “Ah, lavori da casa? Che bello, vorrei farlo anche io! Come divento traduttore?”. Il traduttore da sempre gode di questa fama un po’ meschina: quello che si è inventato una professione alternativa, perché masticava un po’ di inglese, che tenta di sbarcare il lunario seduto sul divano in pigiama alle 10 di mattina. Purtroppo e per fortuna, essere traduttori è qualcosa di diverso. Voglio dire: non mi sognerei mai di dire “voglio fare l’ingegnere edile perché sono fortissima con i Lego“. Dovrebbe essere chiaro a tutti che ogni professione nasconde conoscenze, competenze e sacrifici che da fuori spesso vengono dati per scontati.

Purtroppo gli stessi studenti escono dall’università con le idee poco chiare e questo l’ho potuto constatare in prima persona durante la mia carriera di traduttrice e di docente. Spesso le università di lingue offrono corsi di traduzione molto sommari, incentrati sulla traduzione letteraria di grandi classici, senza un minimo di spiegazione sull’uso dei software di traduzione, sulla traduzione tecnica, sugli aspetti pratici della professione. Me ne accorgo durante i corsi e i seminari che organizzo: qualunque sia l’argomento trattato, le domande finali riguardano sempre le tariffe, i software, i rapporti con le agenzie, le differenze tra agenzia e cliente diretto. Per questo dedico sempre un po’ di tempo dei miei corsi a spiegare come lavora un traduttore, a quali strumenti si affida e quali sono gli aspetti pratici del mestiere. In più si ha spesso la pretesa di iniziare a lavorare subito in modo indipendente, senza un po’ di sana gavetta, senza alcuna consapevolezza di un mercato che è sempre più saturo e che, quindi, ha bisogno di competenze, esperienze e strategie molto più (r)affinate rispetto a prima.

Con questo blog voglio fare chiarezza sulla professione e dare un supporto a chi ha appena iniziato. Una sorta di “educazione” alle traduzioni per chi è completamente estraneo a queste dinamiche e per chi si trova all’inizio della propria carriera. Come si decidono le tariffe, come si apre la partita IVA, come si trovano i primi clienti, come ci si specializza, come si affronta una traduzione, quali sono gli strumenti del mestiere. Tantissimi spunti per iniziare a camminare da soli.

Se volete affrontare qualche argomento specifico, scrivetelo nei commenti oppure raggiungetemi su Instagram!

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