Presentazioni ufficiali

Odio metterci la faccia. Sono una da dietro le quinte, non amo stare al centro dell’attenzione. Quando ho capito che una buona fetta del mio lavoro richiedeva proprio di espormi e farmi conoscere, mi sono messa l’anima in pace e ho iniziato per lo meno a provarci. Tanti tentativi, tantissime idee, pochi risultati. Poi magicamente ho messo insieme i pezzi e soprattutto ho dato loro un ordine. Ed eccomi qua. Carlotta, 36 anni, traduttrice per vocazione, viaggiatrice per passione, docente per masochismo. No, scherzo: per passione.

Ho la fortuna di amare tantissimo il mio lavoro, una privilegiata, me ne rendo conto. Le lingue le ho studiate perché è il modo più diretto per capire gli altri, il loro passato, la loro cultura. Una lingua nasconde più segreti e tesori di quanto si possa immaginare. Ho iniziato lavorando con l’inglese e lo spagnolo, aggiungendo poi il tedesco. Ma sono diventata traduttrice perché amo scrivere nella mia lingua, trovare le parole più giuste, studiare il contesto, leggere tra le righe e trasmettere messaggi, di qualunque tipo.

Poi è arrivata la docenza, prima all’università di Modena durante il dottorato, poi all’università di Mantova. Cerco di colmare quel vuoto che ho sempre trovato durante i miei studi: la parte pratica di una professione che ha bisogno di tanto esercizio e tanta esperienza. Insegno traduzione settoriale, quella dei testi specialistici, per intenderci. Non sempre le mie lezioni piacciono, questo è vero. Ma è giusto che sia così: gli studenti e i traduttori stessi devono capire cosa interessa e cosa no, per cosa sono portati, dove hanno voglia di investire le loro energie. E i corsi come il mio sono una buona occasione per scoprirlo.

Essere freelance credo sia il valore aggiunto a tutto questo. Ho l’autonomia, la libertà e sì, anche la responsabilità, di decidere in che direzione andare. Un imprenditore non dovrebbe mai accontentarsi di quello che ha costruito. Ogni tanto c’è bisogno di fermarsi e capire cosa ha funzionato fino a quel momento, cosa ci ha dato più soddisfazioni, cosa è più redditizio (eh, pure i soldini hanno la loro parte). E provare ad aprirsi nuove strade. Non tutte funzioneranno, alcune ci sbatteranno la porta sul naso, altre rimarranno solamente idee. Ma il mercato e la concorrenza si affrontano anche così, con la flessibilità mentale e un vortice di idee.

Nei prossimi mesi mi piacerebbe parlare di questo e di tanto altro, della mia professione, dei retroscena, delle lingue straniere e di cose che mi girano per la testa. Avremo modo di conoscerci più a fondo.

Che il viaggio abbia inizio!

Carlotta

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